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La spesa sociale in Italia è inferiore alla media europea, mentre i costi di funzionamento della macchina pubblica sono tra i più alti d’Europa. Insomma, questo Governo con un vero e proprio furore ideologico incolpa alcune categorie di lavoratori di evasione, mentre è proprio lo Stato a non ottemperare ai propri doveri fornendo i servizi per i quali è pagato. Al contempo premia quei gruppi sociali che operano nel pubblico non colpendo i privilegi e gli sprechi che questi provocano.
E’ una questione di logica
Oggi noi paghiamo più tasse, imposte e tributi degli altri principali paesi europei per avere meno in termini di servizi.
Ovvero, chi è un dipendente od ha la partita iva è, in questo paese, un tartassato e in cambio ha poco e niente. Poi ci sono gli evasori quelli completamente nascosti al fisco che operano nel sommerso e creano un grave danno all’Erario italiano. Senza contare l’economia criminale che, secondo la Direzione Investigativa Antimafia, occulta al fisco un imponibile di 100 miliardi di euro all’anno.
Ebbene, cosa fa questo Governo? Decide, quasi con un odio ideologico, di colpire i lavoratori autonomi che sono conosciuti al fisco, ma non muove un dito contro l’inefficienza della macchina pubblica o contro l’economia sommersa.
Ma c’è di più
Il Governo addita di evasione i lavoratori autonomi ma si guarda bene dal denunciare, come fa l’Istat, che in Italia ci sono 2.600.000 lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro, oppure che il 50% delle grandi società di capitali dichiara zero euro di reddito eludendo per più anni il fisco italiano. Su queste sacche quali sono le misure anti-evasione che il Governo vuole adottare? Praticamente nulla.
Scheda a cura di Renato Brunetta
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