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26 ottobre 2006
TFR: un maledetto imbroglio

L’accordo firmato a Palazzo Chigi, tra governo e parti sociali, sul TFR si configura come l’ennesimo grande imbroglio di Prodi. Un maledetto imbroglio che finisce per far male alle imprese (grandi, medie, piccole); ai lavoratori (soprattutto i più giovani); all’economia di mercato e, in definitiva, al Paese.

L’esproprio forzoso del risparmio contrattuale previsto per il TFR inoptato, relativamente alle imprese con più di 50 addetti, non potrà non uccidere sul nascere la previdenza integrativa.

Quale lavoratore, giustamente e normalmente avverso al rischio, deciderà mai di affidare i propri soldi a nuovi e fragili fondi previdenziali integrativi, sottoposti ai rischi del mercato e a rendimenti incerti, quando può dare tutto all’INPS, con rendimenti sicuri e senza rischi?

Facciamo due conti

Ad essere generosi, anche se tutti lavoratori sindacalizzati decidessero di optare per dare il loro TFR ai fondi integrativi, ad essi andrà solo il 30% del TFR, per le imprese sopra i 50 addetti, mentre il restante 70% andrà, per legge, all’INPS.

Siccome l’intero flusso annuo di TFR ammonta a circa 13-14 miliardi di euro, e ipotizzando una massa salariale equamente divisa a metà tra le imprese sotto i 50 addetti (la stragrande maggioranza di piccole e piccolissime, oltre il 99%), e quelle sopra i 50, ai fondi pensione, dalle imprese più grandi, arriveranno allora meno di due miliardi di euro. Il resto, oltre 4, andrà all’INPS.

E vediamo cosa succederà alle imprese sotto i 50 addetti Se l’orientamento dei lavoratori delle imprese sopra i 50 sarà quello di dare gran parte del loro TFR all’INPS, perchè mai i lavoratori delle imprese sotto i 50 addetti (meno sindacalizzati) dovrebbero dare il loro TFR ai fondi pensione? Lasceranno, dunque, molto probabilmente gran parte del loro TFR in azienda.

Riassumendo

La quasi totalità del TFR per le imprese sopra i 50 addetti andrà all’INPS, e pochissimo, al massimo un 30%, andrà ai fondi pensione. Lo stesso dicasi per le imprese sotto i 50. Quasi tutto sarà lasciato in azienda, e ai fondi pensione andranno meno, molto meno, di 2 miliardi di euro.

Quindi i fondi pensione non decolleranno. Né con le risorse delle imprese sopra i 50 dipendenti (meno di 2 miliardi di euro), né con le risorse delle imprese sotto i 50 dipendenti (probabilmente 1 miliardo di euro). In totale, ai fondi, andranno non più di 3 miliardi di euro. All’INPS più di 4. Alle imprese sotto i 50 addetti rimarranno tra i 4 e i 5 miliardi di euro.

Come si può vedere un grande imbroglio di stampo sovietico, per di più a termine (1 anno), che peggiora e complica le relazioni di mercato tra imprese e banche, che renderà più difficili le relazioni industriali, e aumenterà la segmentazione dimensionale tra imprese sotto i 50 e imprese sopra i 50, e che non farà mai decollare i fondi pensione.

(Fonte: Finanziaria)

Scheda a cura di Renato Brunetta

Vedi tutte le schede della serie Contro la Finanziaria Sinistra

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