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Mentre il Governo ha colpito in diversi modi il mondo delle imprese ha voluto premiare “gli amici degli amici”.
Persino i bonus-palestra sono mirati a favorire le aziende (il plurale è majestatis) produttrici di macchinario sportivo.
La politica industriale per gli amici
Le seguenti misure (peraltro sottoposte a modifiche) premiano “gli amici”:
- la concessione di un’ulteriore stagione di prepensionamenti per l’industria manifatturiera (auto) per esuberi in età inferiore a quella prevista per la quiescenza ordinaria;
- la rottamazione degli elettrodomestici, congelatori e loro combinazioni (ognuna di queste misure ha un preciso destinatario);
- la supertassa sui Suv (un settore in cui è egemone la produzione estera).
Diverso avviso per l’industria del farmaco
In questo caso il Governo si è reso responsabile di danni incalcolabili (con conseguenze sui livelli di occupazione) all’industria farmaceutica, alla quale viene imposto, attraverso una serie di misure, un taglio del prezzo dei farmaci superiore, nel complesso, a due miliardi di euro.
Si tratta della riconferma di una politica di contenimento forzoso della spesa farmaceutica convenzionata, iniziata nel 2001 per fronteggiare gli effetti destabilizzanti derivanti dalla sciagurata abolizione dei ticket.
E’ assurdo ed incomprensibile un regime dirigistico di stampo sovietico ai danni della sola industria del farmaco, rinunciando alle prospettive di sviluppo e di qualificazione del mercato del lavoro (elevato è il numero dei ricercatori impiegati).
Dal 2001 la spesa sanitaria totale è aumentata del 26,5%; quella della farmaceutica convenzionata solo dell’1,7%, ben al di sotto dei valori dell’inflazione. Nessuna impresa è in grado di programmare e di investire se i suoi prezzi non obbediranno a criteri di mercato, ma saranno perennemente in balia dell’arbitrio delle autorità politiche.
(Fonte: Finanziaria; Banca d’Italia)
Scheda a cura di Renato Brunetta
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