 Il disegno di legge finanziaria per il 2007 prevede numerose aliquote contributive in rialzo, e non di poco per alcune categorie. Tra gli aspetti più salienti vanno segnalati l’incremento di aliquota a carico dei collaboratori in via esclusiva, i quali, alla fine, pagheranno di più dei commercianti ed artigiani e l’aumento dell’aliquota di coloro che devono essere iscritti alla gestione separata ancorché iscritti ad altro regime previdenziale. Anche per l’aliquota del lavoro dipendente è prevista una crescita.
Artigiani e commercianti
Di loro (sono esclusi dagli aumenti i coltivatori) si occupa il primo comma dell’art.85 che fissa l’aliquota contributiva pensionistica delle due categorie di lavoratori autonomi nel 2007 al 19,5%, con un aumento di ben due punti rispetto al 2006. L’aumento effettivo in realtà sarà pari all’1,80%, se si tiene conto della lievitazione annuale di 0,20 punti già programmata, prevista dal provvedimento collegato alla finanziaria 1998 (legge n.449/1997), che avrebbe dovuto gradualmente portare l’onere contributivo verso il definitivo 19%. Obiettivo peraltro modificato dallo stesso art.85 del disegno di legge finanziaria 2007, dove è inoltre stabilito che l’aliquota debba salire al 20% a partire dal 1° gennaio 2008.
Lavoratori dipendenti
Sempre l’art.85, al secondo comma, prevede un innalzamento dell’aliquota contributiva destinata al fondo pensioni di uno 0,3%, a carico del dipendente. In sostanza, l’aliquota invalidità, vecchiaia e superstiti (Ivs) dovuta all’Inps dal 1° gennaio 2007 sarà pari al 33% (ora è del 32,70%), di cui 23,81 a carico dell’azienda (valore immutato) e 9,19 a carico del lavoratore. La quota a carico del dipendente sale (ex art. 3-ter della legge n. 438/1992) al 10,19% per la quota di retribuzione eccedente 40.083,00 euro annui.
Parasubordinati
Aliquota contributiva in salita anche i collaboratori coordinati e continuativi. Per i cosiddetti lavoratori parasubordinati il terzo comma dell’art.85 diversifica il carico contributivo (nonché l’aliquota di computo ai fini delle prestazioni previdenziali) a partire dal 1° gennaio 2007 secondo il seguente schema:
- soggetti che non risultino già assicurati obbligatoriamente, né titolari di pensione diretta, per i quali le attuali disposizioni prevedono lo stesso sviluppo della contribuzione pensionistica dovuta dagli artigiani e commercianti (0,20% all’anno in più sino a raggiungere il traguardo finale del 20%): l’aliquota passa dal 17,70% del 2006 al 23%, con un aumento secco di 5,3 punti (5,2 se si considera l’aumento dello 0,20% già programmato);
- soggetti assicurati obbligatoriamente (già iscritti ad un fondo previdenziale) e i titolari di pensione indiretto o reversibilità: l’aliquota passa dal 10 al 16%;
- soggetti titolari di pensione diretta (invalidità, vecchiaia e anzianità): l’aliquota passa dal 15 al 16%.
In altre parole, per il 2007 il quadro della contribuzione dovuta alla gestione separata Inps si presenta come segue:
- lavoratore non iscritto ad altro fondo obbligatorio: paga un contributo del 23,50% (23 più lo 0,5% destinato al fondo maternità e assegni familiari), di cui 7,83% a suo carico e 15,67% a carico del committente;
- lavoratore già iscritto ad altro fondo obbligatorio, ovvero titolare di pensione: paga un contributo del 16% (5,33 a suo carico e 10,67% a carico del committente).
La stangata contributiva sulle collaborazioni serve solo a fare cassa. La gestione previdenziale di questi lavoratori è la “gallina delle uova d’oro” dell’Inps. Dal 1996 (anno della sua costituzione) ad oggi ha regalato 33 miliardi di euro di avanzi di gestione, utilizzati, nella logica del bilancio unitario dell’ente previdenziale, per coprire i disavanzi delle altre gestioni.
Nel 2006, la gestione dei parasubordinati avrà un attivo di 5,8 miliardi di euro.
Apprendisti
L’aumento del carico contributivo non risparmia neppure alcune categorie particolarmente protette come gli apprendisti, per i quali nel 2006 è previsto un contributo settimanale in cifra fissa pari a:
- 2,89 euro settimanali per i lavoratori esclusi dall’assicurazione Inail;
- e 2,98 euro settimanali per i lavoratori soggetti anche all’assicurazione contro gli infortuni.
A partire dal 1° gennaio 2007 la contribuzione è dovuta nella misura del 10%, da applicare sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali. L’aliquota contributiva dovuta al fondo pensioni, a carico dell’apprendista, rimane fissata nel 5,54%. Da sempre gli apprendisti e i datori che li assumono sono esentati dalla contribuzione sociale. La misura è tanto più grave in considerazione delle modifiche introdotte con la legge Biagi.
(Fonte: Finanziaria; Banca d’Italia)
Scheda a cura di Renato Brunetta
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