 Le norme volte al contenimento della spesa del Servizio sanitario nazionale mirano a stabilizzare in termini nominali la spesa sanitaria nel 2007, poco al di sotto di 102 miliardi. La crescita delle erogazioni nel biennio successivo sarebbe contenuta intorno al 3,0 per cento annuo. Gli interventi comprendono la diffusione delle forme di compartecipazione alla spesa, riduzioni del prezzo dei farmaci e aumenti automatici dell’addizionale regionale all’Irpef e delle maggiorazioni dell’IRAP.
Nell’ultimo decennio il tasso di crescita della spesa sanitaria è stato dell’ordine del 7 per cento l’anno.
L’andamento della spesa sanitaria può essere attribuito solo in parte a fattori strutturali, come l’invecchiamento della popolazione. Le differenze nei livelli e nella dinamica della spesa nelle diverse Regioni evidenziano la presenza di significativi margini di risparmio.
Il passaggio dal controllo della spesa alla definizione di obiettivi per il saldo di bilancio degli enti decentrati è cruciale per proseguire nel processo di decentramento e nel riequilibrio dei conti pubblici. A regime, le regole di bilancio potrebbero fondarsi sul principio del pareggio del saldo corrente di ciascun ente, con forme di flessibilità per tenere conto degli effetti del ciclo economico; per gli investimenti si potrebbe prevedere un limite riferito al complesso della finanza decentrata.
I maggiori ambiti di autonomia tributaria e i meccanismi correttivi automatici previsti dal Patto di stabilità interno possono condurre a un aumento delle pressione fiscale a livello decentrato. È opportuno che tale incremento trovi compensazione in una riduzione operata a livello centrale.
(Fonte: Finanziaria; Banca d’Italia)
Scheda a cura di Renato Brunetta
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