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La combinazione delle nuove regole fiscali e dell’aumento dei contributi in vigore dal 1° gennaio 2007 si traduce in una diminuzione del compenso netto.
Per i collaboratori (a progetto e non) il beneficio fiscale riservato ai bassi redditi è interamente annullato dall’innalzamento dell’aliquota previdenziale.
Un collaboratore single, con un compenso lordo annuo di 20 mila euro, "perde" 162 euro l’anno. Ma anche un parasubordinato con moglie e figlio a carico si troverà una busta paga più povera di 77 euro l’anno.
È l’effetto delle nuove aliquote contributive, introdotte dall’articolo 85 comma 3 del DDL Finanziaria:
- 23% per coloro che risultino privi di un’altra forma di previdenza obbligatoria (più lo 0,5% a titolo di contributo per maternità, malattia e Anf);
- 16% per tutti gli altri iscritti.
La novità più importante rimane, quindi, il rilevante innalzamento delle aliquote, che passeranno dal 18,20% al 23,50% (per i soggetti privi di altra previdenza), dal 10% al 16% (per i soggetti che già versano una contribuzione obbligatoria) e dal 15% al 16% (per i pensionati).
Dal punto di vista fiscale i collaboratori a progetto, in quanto titolari di un reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, sono tra i soggetti interessati dal completo stravolgimento del sistema dell’Irpef previsto dall’articolo 3 della Finanziaria.
Queste novità si traducono in genere in un abbassamento dell’Irpef riservato ai soggetti titolari di redditi inferiori ai 30mila euro e con carichi di famiglia. Ma il beneficio fiscale non comporta per i collaboratori un aumento del compenso netto a causa del maggiore prelievo contributivo, che è per un terzo a carico del collaboratore.
Scheda a cura di Renato Brunetta
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