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L’Italia ha un problema di spesa pubblica eccessiva. Il governo ne era ben conscio, e lo aveva indicato nel DPEF. Ma la Finanziaria varata dal Consiglio dei Ministri aumenta le entrate anziché tagliare le spese. La qualità dell’aggiustamento, cioè il mix tra maggiori entrate e minori spese, è colpevolmente sbilanciato a favore delle entrate.
La manovra per il 2007 (secondo le prime stime) è composta fino all’84% da entrate aggiuntive.
Non è possibile quantificare il contributo delle entrate con precisione dato che parte di queste non dipende dal Governo, ma da come gli enti locali utilizzeranno i maggiori margini di autonomia impositiva loro concessi (per effetto dello sblocco delle addizionali IRPEF).
Nel caso in cui gli enti locali rispettassero i vincoli dell’accordo sul contenimento della spesa sanitaria per metà con tagli di spesa e per metà con incrementi delle tasse le entrate contribuirebbero per ben 24 miliardi alla manovra, limitando i tagli alla spesa a soli 9 miliardi.
Ciò significa un contributo delle entrate superiore al 70%.
Ma la percentuale potrebbe essere anche più alta, arrivare fino all’84% se gli enti locali utilizzeranno i maggiori margini di autonomia impositiva senza attivare meccanismi virtuosi di risparmio nella spesa.
La tabella pubblicata da lavoce.info riassume i dati sulla composizione della manovra ed evidenzia tre differenti scenari di incidenza delle entrate.
Scheda a cura di Renato Brunetta
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