Torna alla Home Page
 
 
 
7 ottobre 2007
L'innamorato delle tasse. Degli altri

La battuta è banale, ma ci sta. Padoa Schioppa dice che le tasse sono bellissime… per questo da quando è ministro ne fa pagare agli italiani 65,7 miliardi di euro in più. Qualcosa come 130 mila miliardi di vecchie lire.

Il dato emerge dai documenti ufficiali del ministero dell’Economia ed è approssimativo per difetto: manca tutta l’imposizione locale (addizionali Irpef ed Ici).

Da quando Prodi siede a Palazzo Chigi fra tasse e contributi gli italiani versano allo Stato 65,7 miliardi in più di quanto hanno pagato nel 2006. Il valore tiene anche conto dell’aumento delle entrate attese dal governo per il 2008, previsto dalla legge finanziaria in discussione al Senato.

Da un punto di vista limitato alle entrate tributarie, in un anno esatto (settembre 2006-settembre 2007) l’incremento è stato di 21,4 miliardi di lire; ma se si aggiungono anche le entrate fiscali previste per il prossimo anno, il dato sale a 40 miliardi di lire.
Il resto viene dalla crescita dei contributi.

Nel complesso, da quando Prodi è a Palazzo Chigi, e Padoa Schioppa all’Economia, lo Stato ha drenato risorse pari al 4,3% del pil. E lo ha fatto, per metà, per correggere la dinamica del deficit. Ma per l’altra metà per finanziare nuove spese.
Dati che dimostrano come il risanamento della finanza pubblica è affidato esclusivamente al prelievo fiscale; e manca ogni azione reale di contenimento della spesa.

Esattamente il contrario di quel che prevede il Patto di Stabilità europeo; che impone ai paesi di Eurolandia di puntare al deficit zero attraverso la riduzione della spesa pubblica, con un alleggerimento della pressione fiscale.
Ed è per queste ragioni che Padoa Schioppa fa diventare “bellissime” le tasse.

Spedisci ad un amico!      Versione Stampabile
 
I commenti a questa notizia sono chiusi.
Vota Berlusconi
Rss Feed
Forza Italia Sito Ufficiale
L'occidentale
Il Domenicale
Italia Libera
Ragion Politica
Il Circolo Giovani
Difendi il tuo futuro
Ideazione.com
Istituto Bruno Leoni
Free Foundation
Fondazione Magna Carta
NovaResPublica
Il Giulivo