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Cronaca quotidiana della sinistra
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| 4 ottobre 2007 |
| Firenze: la tramvia scandalo europeo |
"Sono cazzate, sonore cazzate: ai miei tempi si chiedeva la moratoria sui missili nucleari...". In preda a una delle sue sempre più frequenti crisi isteriche - memorabile quella che tempo addietro lo vide sfasciare il suo ufficio allocato allora nella splendida sala che fu di Papa Clemente VII - il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, si è scagliato contro i cittadini che non vogliono che la tramvia passi da piazza del Duomo e contro l’opposizione che, ieri, in consiglio comunale ha dato man forte ai molti comitati che contestano la scelta dell’Amministrazione Comunale.
Per rispondere ai partiti di centrodestra che avevano sollecitato una moratoria dei progetti delle tre linee, una delle quali già in costruzione, il primo cittadino ha fatto riferimento alla sua giovinezza quando, imberbe comunista, sfilava per le strade di Firenze chiedendo, dietro le bandiere rosse con la falce e il martello, che il Governo, appunto, non autorizzasse l’installazione dei missili a Comiso in funzione antisovietica.
Il ricordo di quei tempi (i missili americani in Sicilia furono un deterrente della Nato contro le ambizioni dell’Unione Sovietica) non è servito, certo, a stemperare il clima di tensione che si respira in questi giorni a Firenze, anzi, a voler essere sinceri fino in fondo, le parole del sindaco hanno gettato altra benzina sul fuoco delle polemiche sui tragitti della tramvia.
Uno scandalo, questo progetto di Palazzo Vecchio: primo, perchè non risolverà il problema cronico del traffico cittadino (Firenze è l’unica grande città che non ha un anello esterno e la circolazione si concentra tutta sui viali voluti dall’ingegner Poggi costruiti per far fronte al traffico dei tempi di Firenze capitale d’Italia); secondo, perchè la messa in opera delle rotaie comporta l’abbattimento di centinaia di alberi secolari; terzo, perchè finisce per deturpare quel gioiello storico e architettonico rappresentato dalla Cattedrale, dal Campanile di Giotto e dal Battistero attorno ai quali si snoderà, appunto, la linea ferrata.
Il Comune ha scelto la tramvia, scartando aprioristicamente il progetto della mini-metropolitana: una serie di anelli a binario unico ideati dall’Università di Firenze, con minimo impatto sul territorio.
Si è scelta la tramvia, nonostante le polemiche, le discussioni, le contestazioni dei cittadini, gli appelli - non ultimi quelli rivolti all’Unesco - le proteste di piazza, il ricorso ai referendum. Domenici e i suoi compagni di giunta non hanno voluto intendere ragione e anche ieri nel corso dell’accesa riunione del Consiglio Comunale che avrebbe dovuto avvicinare la cittadinanza alle scelte del Comune si sono usate le maniere forti, sospendendo la seduta e ordinando alle guardie comunali di identificare il pubblico che stava già uscendo dall’aula.
Un provvedimento da ancien regime aggravato dalle successive dichiarazioni isteriche e fuori luogo di Domenici. Il quale sempre più appare inadatto a ricoprire la carica di sindaco di una città come Firenze destinata a un rapido declino proprio per la mancanza di una progettualità politica che il centrodestra deve sfruttare (ottima ed efficace la campagna contro la tramvia dell’onorevole Paolo Bonaiuti) in vista delle prossime elezioni amministrative. |
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