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8 settembre 2007
Finanziaria: i trucchi del governo

Romano Prodi corre ai ripari. Di fronte alle possibili difficoltà della maggioranza al Senato sulla finanziaria, il governo pensa di superarle con una mossa semplice semplice: svuotare la finanziaria. Ed affidare ad un decreto legge (da presentare alla Camera) le misure che maggiori mal di pancia producono alla maggioranza.

Verdi, Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Sinistra democratica scendono in piazza contro il protocollo sul welfare? Bene, le norme di quel protocollo finiscono nel decreto che andrà all’esame di Montecitorio. Un provvedimento la cui sorte è già segnata: verrà approvato con voto di fiducia, pena la mancata conversione in legge.

La Camera, infatti, dovrà approvare il provvedimento entro la fine di ottobre; ma molto probabilmente il voto slitterà, a causa dei ritardi che verranno provocati dalla manifestazione del 20 ottobre. A quel punto passerà al Senato. Palazzo Madama, però, sarà impegnato fino al 19 novembre con la legge finanziaria. Quindi, il Senato avrà soltanto una settimana di tempo per approvare il decreto (che elimina lo scalone previdenziale), troppo poco per un esame complessivo; da qui il voto di fiducia.

A quel punto il governo si troverà con un decreto approvato (contenente mezza finanziaria) ed una manovra svuotata che approda alla Camera. Una soluzione astuta che mette in salvo Prodi dai possibili tranelli parlamentari su una finanziaria che non ridurrà le tasse ed aumenterà la spesa pubblica. E che spunta le armi del ricatto politico della sinistra estrema.

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