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16 marzo 2007
Bocciate le aziende comunali di Veltroni

Nel giorno in cui la Giunta comunale di Roma dà il via libera ad aumenti record della tassa sui rifiuti (dal 16% per le famiglie fino al 46% per alberghi e ristoranti), l’Authority per il controllo dei servizi pubblici boccia severamente gestione e risultati delle aziende comunali attorno alle quali si concentra il potere clientelare, affaristico e di controllo del consenso di Veltroni.

Luce, acqua, trasporto pubblico, pulizia, fognature: una raffica di insufficienze che disegnano una pagella nera per il supersindaco capitolino.

L’insofferenza al reato di "lesa maestà" a Veltroni è tutta nella reazione del consigliere dell’Ulivo Eugenio Patané, che accusa l’Authority di "mancanza di sobrietà" e di "attività sopra le righe".

Insomma: indipendente quando promuove la Giunta, faziosa e inattendibile quando la boccia. Bel modo di porsi verso un’Authority.
Ma poiché, come si dice, "carta canta", ecco un piccolo elenco sintetico della buona gestione veltroniana della cosa pubblica.

Illuminazione pubblica: tempi di riparazione sempre più lunghi, giudizio negativo sul contratto di servizio tra Acea e Comune, occultamento dei dati effettivi dei tempi di ripristino delle lampade spente.

Energia elettrica: la durata delle interruzioni è mediamente di 60 minuti, contro i 37 della media nazionale.

Gas naturale: il numero di dispersioni è superiore alla media nazionale, peggioramento degli standard di qualità commerciale del servizio alla clientela.

Trasporto pubblico: banchine troppo affollate, comfort inadeguato, vagoni del metrò sporchi.

Pulizia delle strade: inferiore agli standard, il 20% delle strade "sporche" o "molto sporche".

Smaltimento rifiuti: raccolta differenziata del tutto insufficiente, tariffe più alte (senza i nuovi aumenti) rispetto alle media nazionale.
Acquedotti: il 25% dell’acqua immessa dall’Acea nella distribuzione si perde per "inadeguati investimenti sulle reti idriche".

Tutte queste informazioni le troviamo sul Corriere della Sera. A conferma della solidità dell’intreccio di buone relazioni trasversali affaristico-mediatiche del supersindaco Veltroni, Il Messaggero e Il Tempo (non è di destra?) scelgono la linea morbida o addirittura compiacente.

Che gli editori dei due quotidiani, Caltagirone e Bonifaci, siano prima di tutto costruttori è naturalmente solo una maliziosa interpretazione.

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