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30 novembre 2006
Bollo auto. A pagare saranno i poveracci

Sono undici milioni gli italiani che, dopo l’approvazione del decreto legge fiscale, si ritrovano con un’automobile che vale meno del bollo da pagare. Tanti sono i proprietari di vetture inquinanti sui quali si abbattono i rincari della tassa di circolazione: 4,8 milioni di famiglie per la categoria “euro 0”, altri sei milioni per le auto “euro 1”, che subiranno una batosta appena meno pesante. In tutto il 32% del parco circolante.

Il governo era partito lancia in resta per far “piangere” i ricchi proprietari dei tanti criminalizzati Suv, alla resa dei conti a pagare saranno soltanto i poveracci che circolano con vecchie “carrette” che non hanno alcun valore di mercato. Dietro lo scudo della lotta all’inquinamento, si intravede solo l’ennesima operazione per fare cassa: l’unico modo per drenare denaro agli automobilisti era quello di colpirne tanti e, naturalmente, il governo non si è tirato indietro.

E’ solo l’ultimo e definitivo approdo di un confuso balletto di cifre e provvedimenti che da tre mesi crea una scandalosa turbativa di mercato in un settore portante della nostra economia. Basti pensare al decreto legge che promette (o prometteva?) l’esenzione del pagamento del bollo per due/tre anni sulle auto non inquinanti. Il decreto, cavalcato da una massiccia campagna pubblicitaria dei produttori, è in scadenza. Migliaia di cittadini, che hanno fiduciosamente acquistato vetture nuove, rischiano di essere costretti a pagare quel bollo dal quale, promessa del Governo, dovrebbero essere esenti.

Per intanto si annuncia che nella Finanziaria ci sarà un nuovo e diverso provvedimento di rottamazione. Se il decreto sull’esenzione del bollo non verrà reiterato, c’è il rischio che tutti quei nuovi proprietari siano doppiamente gabbati: pagheranno il bollo e perderanno i vantaggi della rottamazione in arrivo con nuove regole.

Vedi tutte le schede della serie Contro la Finanziaria Sinistra

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