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Cronaca quotidiana della sinistra
al potere |
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| 8 aprile 2008 |
| Dicembre 2007, Prodi assicura: l'Italia ha ripreso a camminare, è finita l'emergenza |
Nella conferenza stampa di fine anno, appena tre mesi fa, il premier Romano Prodi, presidente del Partito Democratico, ha descritto un’Italia che conoscono solo lui e Veltroni. Eccola sintetizzata in otto "pillole".
1. Il Paese tornato a camminare. "L’Italia è un Paese che si è rimesso a camminare ed è uscito dalle emergenze, ce lo dicono tutti i dati macro-economici. Chiuderemo l’anno con un deficit intorno al 2%. A fine legislatura l’Italia potrà scendere sotto il rapporto del 100% tra deficit e Pil".
La previsione di una crescita 2008 dell’1,15% è stata ridotta a un terzo, cioè 0,5%, dalla Commissione Ue e dal Fmi. L’inflazione è balzata al 3,3%. La pressione fiscale al 43,3%.
Il rapporto deficit/Pil torna ad avvicinarsi al 3% o più.
2. L’Italia da malato d’Europa a convalescente. "Se prima eravamo il malato d’Europa ora stiamo superando un periodo di convalescenza".
Nel biennio 2006-2007 l’Europa si è sviluppata il doppio dell’Italia e alcuni Paesi come la Germania hanno messo in ordine i loro conti pubblici e riavviato il ciclo economico. In Italia due Finanziarie fatte all’insegna del "tassa e spendi", hanno stroncato la ripresa.
3. Meno spesa corrente e più investimenti. "Quest’anno abbiamo realizzato, dopo tanto tempo, una significativa diminuzione della spesa corrente e un aumento della spesa per investimenti".
Appena un mese dopo il presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro, nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2008, ha puntato l’indice "sull’incontrollato aumento della spesa corrente".
4. Proiettare l’Italia nel futuro. "Il 2008 è un anno cruciale, che arriva a metà legislatura, nel quale dobbiamo proiettare l’Italia nel futuro. In una inevitabile dinamica di luci e ombre, dovremo riuscire a scrollarci di dosso l’insicurezza e la sfiducia".
Mai, a metà legislatura, il bilancio di un governo era stato così clamorosamente smentito dai fatti. Gli indici di fiducia delle imprese e dei cittadini sono crollati. Il tasso di credibilità del Governo, dopo un aumento nei primi mesi in coincidenza delle (pseudo)liberalizzazioni di Bersani, è andato sempre calando, raggiungendo record di impopolarità che toccavano il premier in particolare. L’ottimismo di facciata stato via via eroso dalla conflittualità in seno alla compagine governativa, il credito del mondo imprenditoriale è scomparso, il "declino" è diventato palpabile, con la formazione del Partito democratico è iniziato il conto. L’aumento indiscriminato del costo della vita ha tolto ogni residua credibilità al governo della sinistra.
5. Governo contro il cancro-mafia. "Il 2007 è stato l’anno della rimonta contro la mafia. Questa battaglia sta producendo un cambiamento di clima ma non bisogna abbassare la guardia. Non ci fermeremo finché questo cancro non sarà estirpato".
I successi delle Forze dell’ordine sono sistematicamente vanificati dal sistema giudiziario. Abbandonato il contrasto alla piccola criminalità, ridotte le Forze dell’ordine, gratificate con un aumento offensivo di 5 euro. Persa l’occasione di radicare il ruolo del "poliziotto di quartiere". Aumentato il livello di percezione di insicurezza dei cittadini.
6. Patto per maggiori salari e più produttività. "Il 2008 sarà l’anno in cui il governo avvia un grande patto per maggiori salari, maggiore produttività, sostenendo una diminuzione del peso delle imposte sui lavoratori che percepiscono salari medio-bassi".
L’emergenza carovita, con gli aumenti dei generi alimentari di prima necessità oltre il 10%, della benzina, delle tariffe al 4% - hanno dimostrato che, per le fasce dei meno abbienti, la situazione con il governo Prodi è peggiorata. Nessun provvedimento per fare crescere la produttività, come chiesto dalle imprese.
7. Stop a precarietà, sì a flessibilità equilibrata. "L’approvazione del pacchetto welfare, che è saggio e equilibrato, ci consente di porre un freno alla precarietà diffusa e di puntare invece verso una flessibilità equilibrata e necessaria".
I contratti di lavoro a tempo determinato sono il Italia il 12%, media più bassa di quella europea che supera il 14%. Il passaggio dai co.co.co. del governo Prodi (riforma Treu) ai contratti a progetto, possibili sono per 18 mesi, ha fatto sì che l’80% di essi si trasformassero in contratti a tempo indeterminato.
8. Dini non lo capisco. "Anche guardando ai contenuti non riesco a capire l’atteggiamento espresso nell’intervista dal senatore Dini".
Lamberto Dini ha guardato i dati, ha considerato i mancati provvedimenti a favore dell’aumento della produttività delle imprese, ha visto che la spesa pubblica non è diminuita e che la pressione fiscale è aumentata. E ne ha tratto le conseguenze. |
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