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Cronaca quotidiana della sinistra
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| 6 marzo 2008 |
| L’Istat: pressione fiscale al 43,3 |
Lo scontro fra Istat e Vincenzo Visco sul livello della pressione fiscale finisce per svelare i trucchetti contabili del governo sull’uso dei vari "tesoretti".
Un passo indietro. L’Istat comunica, insieme al deficit del 2007, il livello della pressione fiscale dello scorso anno. Il più alto da dieci anni: il 43,3% lo stesso del 1997, quello dell’Eurotassa (poi restituita al 60% l’anno successivo, ma interamente assorbita dalle addizionali locali).
Visco non ci sta. Così prende carta e penna e si mette a fare le pulci all’analisi dell’Istat. In primo luogo, osserva che la pressione fiscale del 2007 non è al 43,3%, bensì al 42,5%. E questo perché, l’Istituto centrale di statistica non ha contemplato (a riduzione della pressione complessiva) le diverse restituzioni effettuate con i vari "tesoretti"; ed altre poste di alleggerimento fiscale introdotte dal governo: non ultima la misura sulle concessionarie. Insomma, secondo il viceministro all’Economia, l’Istat ha sbagliato i conti.
Immediata, la controreplica dell’Istat. Non solo – sostiene una nota dell’Istituto – non abbiamo sbagliato i conti ma, a questo punto, vi sveliamo anche una serie di artefici contabili fatti dal governo Prodi.
Per esempio, ricorda l’Istat, la storia delle restituzioni fiscali fatte con i tesoretti. Ebbene, queste restituzioni fiscali, proprio perché costruite in modo di farle arrivare alle fasce meno fortunate della popolazioni (gli incapienti, cioè coloro talmente poveri che non pagano le tasse), non possono essere assimilate ad una riduzione d’imposta; ma ad un rimborso: quindi ad una spesa.
Analogo ragionamento va fatto per le misure a favore delle concessionarie per la riscossione dei tributi. A queste società il governo ha trasferito con il decreto "milleproroghe" quasi 5 miliardi di euro, a rimborso delle imposte pagate una tantum in diversi esercizi dal 1997 ad oggi. Anche per le risorse trasferite alle concessionarie (come quelle distribuite agli incapienti) non si tratta di abbassamento della pressione fiscale, ma di rimborsi: quindi, maggiori spese.
Da notare, comunque, che al di là della diatriba Visco-Istat sul livello della pressione fiscale, va ricordato che al dato del 43,3% mancano comunque il livello dei tributi locali. Ne consegue che, nonostante i tentativi di Visco, la pressione fiscale impostata dal governo Prodi è decisamente più alta (si stima di altri 2-3 punti percentuali, ad essere ottimisti) del dato fotografato dall’Istat a livello ufficiale. |
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