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Cronaca quotidiana della sinistra
al potere |
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| 22 febbraio 2008 |
| Schiaffo della Ue a Prodi |
Le stime sulla crescita italiana nel 2008 (0,7%) mettono l’Italia all’ultimo posto tra i grandi Paesi europei. È quanto ha sottolineato Almunia, spiegando che: "Il Pil italiano è il più basso ed è più basso del previsto".
Il pil, quindi, aumenterà della metà rispetto alla previsione contenuta nel Dpef (1,5%), che ha fatto da sfondo al quadro di finanza pubblica tratteggiato con la legge finanziaria.
Il dato fornito da Bruxelles, nella sostanza, dice che il deficit italiano di quest’anno arriverà a sfiorare (se non a superare) il 3%: tetto massimo previsto dai Trattati europei.
Vediamo perché. Il deficit previsto dalla finanziaria era il 2,2%, con una crescita dell’1,5%. Il suo dimezzamento peserà sui conti per circa lo 0,4%. Ed arriviamo così ad un deficit del 2,6%. La legge di Bilancio non comprende spese prevedibili ma tecnicamente non obbligatorie per 7 miliardi di euro, che valgono un 0,4%. Si aprirà così 3%.
Viene meno così uno di quelli che il governo Prodi considera un "fiore all’occhiello" dei suoi 20 mesi: il risanamento finanziario.
In realtà, Prodi lascia i conti pubblici peggio di come li ha trovati. Nel 2006 il governo Berlusconi lasciò un deficit netto al 2,6% (poi appesantito da una tantum di spese decise da Prodi). Il governo guidato dal presidente del Partito democratico, ne lascia uno al 3%. E per riuscire nell’impresa ha aumentato la pressione fiscale diretta e quella non calcolata nelle statistiche ufficiali, quella degli enti locali, rendendo sempre più poveri gli italiani.
Negli ultimi venti mesi, gli italiani hanno pagato più tasse ed il risanamento non solo non si è avvicinato, ma rischia di allontanarsi. Con l’eventualità che se a maggio l’Italia potrà uscire dalla procedura di deficit eccessivo, avviata dalla Commissione Ue nel 2005, a giugno ci rientrerà. Grazie al presidente del Pd ed alle tasse. Ed a poco serve che Visco faccia il beau geste di non ricandidarsi. Una scelta che alla luce dei dati odierni, suona quasi come una beffa. |
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