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Cronaca quotidiana della sinistra
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| 12 dicembre 2007 |
| Un ministro comunista contro i lavoratori |
Non si era mai visto un comunista doc come il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, prima iscritto al Pci e oggi in quota Pdci, scagliarsi con tanto furore contro una categoria di lavoratori che protesta per portare avanti le proprie rivendicazioni. Stamattina a Radio Anch’io Bianchi sembrava un ministro del governo Tambroni: “Dalla mezzanotte di oggi - ha detto - gli autotrasportatori che proseguono il blocco sono dei fuorilegge e la competenza sulla questione passa al ministro dell’Interno e alle forze di polizia”.
Incredibile: l’Italia è in ginocchio e il governo lascia la trattativa in mano a un tecnico visibilmente inadeguato, che ha fatto marcire la situazione fino ad arrivare a uno sbocco per molti versi inaccettabile ma che poteva tranquillamente essere scongiurato. Il ministro, di fronte alle lamentele dei cittadini infuriati, ha dimostrato di non riuscire a capire la gravità della situazione, e si è limitato ad “assicurare” che valuterà “nei prossimi giorni” gli ulteriori passi da intraprendere. Ma il muro contro muro, in casi come questo, porta solo al caos.
La precettazione decisa ieri sera, intanto, non ha risolto nulla, in quanto gli autotrasportatori sono imprenditori, liberi professionisti, e nessuno può obbligarli ad accettare il lavoro proposto dal committente, e dunque - non trattandosi di dipendenti pubblici - l’ordinanza è di dubbia legittimità. La precettazione infatti non ha alcun valore se emessa nei confronti di coloro che svolgono un’attività autonoma. Il problema è che questo pugno di ferro rischia di rivelarsi velleitario.
I camionisti non chiedono ritocchi di stipendio ma l’applicazione di leggi contro l’abusivismo e la concorrenza sleale. Oggi chiunque abbia un furgone di meno di 3,5 tonnellate, grazie a un’autocertificazione, può esercitare la professione di trasportatore; in un Paese iper-regolamentato come l’Italia, e con l’aggressività dei camionisti dell’Est europeo, è una situazione anomala. Alla quale i titolari delle imprese aggiungono i rincari del gasolio, dei pedaggi e in generale delle tasse.
Il ministro comunista Bianchi dovrebbe sapere che gli autotrasportatori non sono diversi dagli altri lavoratori. Dai dipendenti pubblici, per esempio, oppure dai bancari, o dal personale dell’Alitalia. Tutti lavoratori che nelle ultime settimane hanno ricevuto, in molti casi dallo Stato, consistenti aumenti e benefici economici. Per i camionisti, invece, Bianchi si comporta da ministro di polizia.
Eppure le cose di cui occuparsi non gli mancherebbero: non c’è, infatti, un solo settore dei trasporti che funzioni: Ferrovie, Alitalia, Autostrade, bus, metrò. Solo dieci giorni fa abbiamo subìto lo sciopero generale del trasporto pubblico. Ora è la volta dei tir. Bianchi non ha dubbi: i camionisti sono pilotati dal centrodestra per far cadere il governo. È per questo, forse, che è diventato il primo comunista col manganello. |
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