 Nel 2008 la spesa pubblica crescerà di 26 miliardi. Il valore si ricava dalle tabelle della legge finanziaria confrontate con i dati del bilancio “a legislazione vigente”; cioè, il bilancio che sarebbe in vigore senza la finanziaria. Il confronto è stato fatto dal Servizio Studi della Camera. Per avere un ordine di grandezza di 26 miliardi, basta dire che si tratta di 1,4 punti di pil. Insomma, senza la finanziaria il deficit del 2008 sarebbe stato dello 0,8%.
Ad assorbire metà della maggiore spesa sono stati i trasferimenti agli enti locali (Regioni, Province, Comuni) aumentati di quasi 13 miliardi. Ma in crescita sono anche le risorse destinate al ministero degli Esteri (da cui dipendono gli Italiani all’estero: da qui i voti al Senato), salite di oltre 3 miliardi; e quelle previdenziali, lievitate di 1,6 miliardi.
Le uniche voci di spesa ridotte realmente sono state quelle destinate alla “difesa e sicurezza del territorio” (calate di 101 milioni); quelle destinate all’”ordine pubblico e sicurezza”, ridotte per 164 milioni; quelle dedicate allo sviluppo delle imprese, tagliate per 1,141 miliardi. Sotto le forbici di Padoa Schioppa anche le spese scolastiche, (-26 milioni) e per la Giustizia (-7 milioni).
Tutto questo mentre al Senato è di scena il decreto sicurezza. Dalla Relazione tecnica che accompagna il provvedimento, la Ragioneria fa una confessione involontaria: non aumenteranno i cittadini comunitari allontanati dal Paese. Le risorse a disposizione del bilancio del ministero degli Interni non vengono incrementate. Al contrario, viene confermato anche nel 2008 (come già nel 2007) il taglio del 16%. Insomma, il governo Prodi allarga la spesa per 26 miliardi, ma le uniche voci che riduce sono quelle per la sicurezza dei cittadini.
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