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12 novembre 2007
Assunzioni, solo quelle clientelari

Nella Pubblica Amministrazione, lasciano scandalosamente a casa chi ha vinto un regolare concorso per far posto all’esercito ai precari. Nelle società a controllo pubblico, vogliono lasciare a casa i precari per far posto ai (futuri) vincitori di concorso. È proprio il caso di chiedersi quale sia la vera maggioranza di governo: se è quella che, due giorni fa, ha varato un disegno di legge che prevede, in tutte le società o enti in cui detiene il controllo (come la Rai), di assumere personale soltanto attraverso regolare concorso; oppure se quella che nella Finanziaria assegna ai precari la preminenza di un diritto all’assunzione rispetto a quanti, per titoli e per graduatoria, se lo sono guadagnato dopo una regolare e sudata selezione. Che dire di un governo che si comporta in maniera tanto nevrotica e contraddittoria, laddove da una parte deprime il merito e dall’altra pretenderebbe di premiarlo?

Sappiamo che la stabilizzazione dei precari della Pubblica Amministrazione è stata una bandiera della sinistra estrema, quella che in ogni decisione tiene per il collo Prodi. Questa sinistra puntava a un provvedimento generalizzato: tutti assunti, senza alcun criterio selettivo. In barba all’articolo 97 della Costituzione, che stabilisce che “nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso”.

Alla fine la maggioranza ha trovato un accordo per salvare capra, cavoli (ma non la Costituzione): ogni 100 uscite, nel biennio 2008-2009, verranno assunti 40 precari e 20 vincitori di concorso. Una scelta che premia le amministrazioni che, in questi anni, hanno dribblato il blocco delle assunzioni aprendo le porte al precariato e alla clientela, penalizzando gli enti che hanno optato per una selezione del personale per concorso. Quanti da anni sono in attesa di lavoro, pur avendo conquistato i primi posti nelle graduatorie, sono 70mila e si stanno organizzando, minacciano ricorsi (uno è già partito contro la Regione Toscana) e, in un foro on line, centrano il bersaglio della verità quando spiegano così la scelta del governo: “È una questione di grandi numeri. Visto che i precari sono 400mila, i loro voti fanno gola ai politici, mentre noi siamo più frammentati”. Frammentati, quindi senza visibilità politica, ma anche abbandonati dai sindacati, che difendono il posto di lavoro di chi ce l’ha già e del merito fanno carta straccia. Ma ecco che il “merito”, invece, improvvisamente fa capolino nell’altro disegno di legge (sempre governativo) che dimentica i precari e apre ai concorsi in società ed enti pubblici a controllo pubblico. Un colpo al cerchio e uno alla botte? La spiegazione, stavolta, va ricercata nella legge dei piccoli numeri. Vuoi mettere 400mila precari (e voti) della Pubblica Amministrazione con 800 precari (e voti) della Rai? Un piccolo sacrificio di consenso, ma ben ripagato da un paginone domenicale della Stampa, che strombazza: “Rai, il ritorno del concorso”. Vallo a spiegare ai 70mila che i concorsi li hanno vinti e che questo governo di imbroglioni lascia a casa.

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Commenti

marco51 13 11 2007 14-30 13.11.2007 14:50
avete mai pensato perchè nelle famose regioni rosse ogni volta che si vota il risultato è sempre uguale? Semplice nei comuni ,province,regioni lavorano intere famiglie con tessera di partito (di sinistra); quindi i precari (quelli veri) anche con concorsi nelle amministrazioni plubbliche non entreranno mai . Il mio comune Ancona, per queste cose è il numero 1. poveri noi!!!!!

Lavoro 13.11.2007 14:09
Come risolvere il problema del lavoro? Creando nuovi stipendi a carico del contribuente, contribuente che produce e, tassato, genera non altro reddito ma altra burocrazia

Alex 13.11.2007 13:45
Mi ha colpito molto quello che ha scritto Emanuela, non so se pero' e' stata una decisione di poste italiane a non rinnovare il contratto ma di certo le sinistre vogliono creare una societa' di disoccupati, per la prima volta in 30 anni in italia con berlusconi e la la legge biagi la disoccupazione ha toccato livelli molto bassi si parla del 7% forse se la legge biagi non fosse riformata si potrebbe andare ancora piu' giu, spero che emanuela possa trovare qualcos'altro o venire richiamata alle poste ancora, buona fortuna.

aaaaaaaa 13.11.2007 13:31
Forzisti infami, non siete altro che ignoranti.

Francesca 13.11.2007 09:07
L'ennesimo condono. I sinistri dell'estrema sinistra questa volta sono felici e contenti di sistemare i loro compagnucci.

RINO - BARI 12.11.2007 19:35
Sapete che la Camera dei Deputati che avevate CARUSO, FARINA e anche MELE? Ci sono loro? Ci sono Caruso Francesco (Napoli), ricercatore sociale (PCI): 3 anni. Farina Daniele, libero professionista (PCI) (6 giugno), amici di Prodi, denunciato per TRAFFICO DI DROGA, PORTO ABUSIVO DI ARMI, FABBRICA DI BOMBA. Anche il potere logora anche il deputato e la "squillo" con la ragazza del caso Mele: LA COCA ERA TANTA. Prodi è solo un... BAMBINO!

emanuela 12.11.2007 17:33
Nmon ci capisco piu' niente, so solo che ho lavorato per poste italiane grazie alla legge Biagi per quasi un anno con diversi contratti a tempo determinato. Non sono piu' stata richiamata da quando ci sono "LORO" al governo. Ho 41 anni e nessuno sa dare risposte alle mie domande. MANDIAMOLI A CASA E SUBITO!

Santino 12.11.2007 16:51
Diciamola tutta. Nei ministeri ci sono anche delle persone di valore che, stranamente ma non troppo, si sono piegate a lavorare per uno stipendio non proprio alto ma sperando, in cuor loro, nella sanatoria che, prima o poi, sarebbe arrivata, con i comunisti al governo doveva pur accadere qualcosa e a quanto pare la cosa è accaduta, il miracolo è stato fatto, il raccomandato sottopagato diventa vincitore di un nonconcorso.

Luisa 12.11.2007 16:45
Invece di commentare riporto questa dichiarazione di Quagliariello che uno dei migliori che avete. "Dispiace vedere i moderati dell'Unione che si arrampicano sugli specchi per difendere un compromesso insostenibile mentre Rifondazione comunista, correttamente, parla di un piano per l?assorbimento di tutti i precari della pubblica amministrazione. La verita' e' che i concorsi sono regolati per legge, mentre le cosiddette procedure selettive possono essere qualsiasi cosa, e nella maggior parte dei casi sono state utilizzate per imbucare gente che non ha sostenuto un concorso. Nessuno mette in dubbio che si tratta di persone che lavorano, ma laddove si stabilizza chi e' stato assunto per fare altro, su altre basi e con diversi requisiti, si compie una sanatoria, e si sa che una sanatoria e' cosa ben diversa da un concorso pubblico. Tutto questo e' ancora piu' odioso, e assume i connotati di una autentica capitolazione dello Stato di diritto, laddove si consideri che vi sono 70mila vincitori o idonei in regolari concorsi, cui e' stato chiesto di studiare e prepararsi per superare le prove, che non hanno avuto il posto che sarebbe loro spettato nella pubblica amministrazione e vengono tenuti fuori a tempo indeterminato. Una volta queste operazioni le compivano i padri assieme al deputato locale. Oggi abbiamo invece i bamboccioni di Stato". Per i precari "veri" (non quelli entrati in qualche ministero grazie alle pedate) non è cambiato niente grazie al governo prodi ma per gli amici degli amici cambierà molto.
 
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